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Dopo tre decenni passati (anche) a condurre
ricerche nel campo dei Test sulla personalità e sulle
connesse variabili psicosociali, cercando costantemente di analizzare,
tra l'altro, i profili caratteriali delle persone, i loro comportamenti
nella vita quotidiana, le rappresentazioni sociali, l'opinione
pubblica ecc: diventa sempre più faticoso scontrarsi ancora,
come inesorabilmente accade piuttosto spesso, con i limiti ricorrenti
che sono tipici di gran parte dei Test-Inventari di personalità
e di molte Scale di rilevazione psicologica in genere.
Questo è uno dei motivi principali
per cui ho deciso di incamminarmi, con il gruppo di lavoro che
ruota attorno al Personality Psychology Workshop ed al Laboratorio
di Ricerca e Sviluppo, sulla strada della complessa operazione
di creare direttamente nuovi Test, Inventari, Scale ecc. Iniziativa
che non risolverà certo tutti i problemi, né supererà
tutti i limiti; ma forse aiuterà un poco a ridurre l'invadente
presenza di qualcuno tra di essi.
Alcune dimensioni, in particolare, mi sono
sempre apparse decisamente discutibili e fastidiosamente interferenti,
almeno sul piano scientifico. E cito, tra le altre:
A) Il fatto che gli Inventari con maggiore
diffusione (specie, ma non solo, in Italia ovvero in Europa)
sono spesso la traduzione di Test pensati, sviluppati e prodotti
in contesti culturali diversi da quello in cui vengono effettivamente
utilizzati (nel nostro caso: quello italiano ovvero europeo).
B) Il fatto che tali Inventari sono generalmente
ad uso piuttosto privato; con la conseguenza che, contrariamente
ad ogni principio dichiarato di correttezza scientifica (e in
contrasto con le regole, per così dire, civili minime
sulla trasparenza di tutto ciò che ha a che fare con il
pubblico; come avviene invece, tanto per fare un esempio, nella
etichettatura dei farmaci e dei prodotti alimentari ecc): questi
Test non vengono messi a disposizione della collettività;
e non possono essere esaminati dalle persone a cui vengono somministrati
con lo scopo di misurarle (pur avendo vari effetti potenzialmente
rilevanti sulla loro vita); per cui raramente è possibile
verificarli, in quanto accade spesso che non si possano avere
dati precisi e dettagliati sul modo in cui sono stati prodotti.
C) Il fatto che uno strumento così
interessante sul piano scientifico e di ricerca per sondare la
personalità, quale è il Test, venga spesso svilito
per l'uso, specie con lo scopo specifico di ricavarne un vantaggio
economico, che se ne fa nel campo soprattutto della discriminazione
interpersonale (attribuzione di etichette, diagnosi di malattia
mentale, selezione del personale ecc); il che dipende a sua volta
anche dal fatto che molti Test tuttora ampiamente circolanti
(come d'uso abituale in tempi passati, ma come accade anche oggi)
sono stati concepiti, sin dal principio, proprio per offrirsi
come un prodotto commerciale, da vendere all'esercito, alle aziende,
ai clienti più diversi, nella pratica privata ecc.
D) Il fatto che dei Test psicologici viene
spesso presentata una visione mitica se non mistica (misurano
oggettivamente l'intelligenza, piuttosto che la personalità)
di fatto squalificante, per via della sua effettiva inconsistenza,
invece che una visione realistica (sono un volenteroso tentativo
per aiutare a capire qualcosa di più della soggettività
umana) che ne rappresenta invece l'interessante potenziale di
ricerca e di conoscenza.
Non è questa la sede più
adatta a sviluppare il tema, per il quale rimandiamo ad altri
contesti (tra cui: Perussia, 1994a). Qui ricordiamo solo che,
come è storicamente ben noto: lo sviluppo professionale
della psicologia nel suo Paese guida professionale, e cioè
negli Stati Uniti, è dipeso in modo determinante dal salto
di qualità legato al contributo che molti psicologi,
con le loro società (per azioni) di consulenza psicometrica,
hanno fornito nella selezione dei militari statunitensi da inviare
al fronte della prima guerra mondiale.
La quale importante circostanza (molto
enfatizzata dai media) ha determinato a sua volta una straordinaria
e capillare diffusione dei Test nella vita quotidiana degli Statunitensi.
I quali vengono, da allora ad oggi, ossessivamente sottoposti
a prove standardizzate che si propongono di misurarne l'intelligenza,
la personalità, le attitudini, le opinioni, gli orientamenti
ecc, dalla nascita alla più tarda età, in una misura
che è difficile anche solo da immaginare per un medio
cittadino europeo. Anche considerando che il risultato di tali
continui Test determina in modo significativo, e spesso senza
appello, numerosi passaggi della loro vita (da tutti quelli connessi
all'iter scolastico, a molti di quelli che intervengono nel percorso
lavorativo, sanitario ecc).
Ed è pure interessante notare, tanto
per non fare che un solo esempio a riprova del peso professionale
conquistato dalla Nuova Psicologia Scientifica nell'organizzazione
della modernità, come, ancora durante la seconda guerra
mondiale, lo staff che costituisce l'assessment center dello
Office of Strategic Services (oggi ribattezzato: Central Intelligence
Agency; ovvero: la CIA) comprenda gran parte degli psicologi
eminenti del tempo. Tra cui (OSS Assessment Staff, 1948): Urie
Bronfenbrenner, Donald Fiske, John Gardner, Clyde Kluckhohn,
David Krech, David Levy, James G. Miller, O. H. Mowrer, Henry
Murray, Theodore Newcomb, Donald MacKinnon, Harvey Robinson,
Douglas Spencer, Nevid Stanfortt, Edward Tolman, Kurt Lewin.
Tornando invece alla sostanza tecnica del
lavoro descritto in queste pagine, sottolineiamo che il presente
lavoro si propone più che altro di fornire l'inquadramento
psicometrico per la forma generale (G) dell'Inventario Italiano
di Personalità o Italia Personality Inventory (ITAPI).
Pubblichiamo cioè, in questa sede,
quello che in letteratura viene normalmente definito come il
Manuale del Test; ovvero come quel materiale accessorio,
che accompagna ogni Reattivo mentale di buona qualità,
il quale: Contiene tutto ciò che dovrebbe essere
necessario o utile per servirsi bene di quel Test (Boncori,
1993, 46).
Il presente Manuale di ITAPI-G riporta
dunque tra l'altro, come d'uso: Presentazione generale
del Test ... istruzioni per la somministrazione ... istruzioni
per l'assegnazione del punteggio o per la classificazione delle
risposte ... resoconto tecnico sulla costruzione del Test ...
norme statistiche (ivi, 46-47).
Può essere definito anche come un
Manuale di base per ITAPI-G, poiché ha la
pretesa di contenere, con una certa asciuttezza ma anche con
il massimo dettaglio possibile, quanto può riuscire utile
per utilizzare al meglio l'Inventario, comprese talune importanti
precisazioni storico-metodologiche e più ancora molti
dettagli sulla genesi dell'Inventario stesso.
Facciamo presente che i lavori scientifici
di riferimento, per definire il quadro concettuale di ITAPI,
sono parecchie centinaia. Di questi riferiamo, in modo più
approfondito, anche in precedenti e paralleli Rapporti Tecnici
(Perussia, 2005a, 2005c; Perussia e Viano, 2004, 2005); soprattutto
in quello dedicato alla identificazione del pool di item di partenza
per ITAPI (Perussia, 2004) ovvero in quello relativo alle ricerche
tipologiche di ispirazione più o meno psicografica, basate
sui Valori e sugli Stili di Vita (Perussia, 2005b). In questa
sede (nelle pagine successive e in bibliografia) ci limitiamo
dunque ad indicare soltanto i riferimenti principali.
Abbiamo peraltro tenuto sullo sfondo alcuni
volumi particolarmente interessanti, specie con riferimento ai
Test in generale, come l'ottimo manuale di Boncori (1993) o quelli
di Anastasi (1968, 1976, 1988 ecc); mentre abbiamo tenuto conto
anche delle indicazioni ufficiali in materia suggerite dalla
American Psychological Association (1985-1999).
Ricordiamo infine che ITAPI è un
Programma, e un gruppo, di lavoro in continuo sviluppo. Per ulteriori
approfondimenti sul Programma ITAPI (oltre che per un repertorio
di strumenti utili per chi si occupa di Reattivi, Scale, Test
e indagini di psicologia sociale e della personalità)
rimandiamo quindi costantemente al relativo sito internet (www.itapi.org).
Per comunicazioni: è poi sempre
possibile rivolgersi direttamente agli Autori dei vari passaggi
del Programma ITAPI.
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